| l'opera |
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I politici snocciolano sempre più spesso presunti "dati scientifici" nei loro discorsi. Conservatori o progressisti che siano, tutti si affannano ad assicurarsi il sostegno di qualche "dato certo", fornito da "esperti", per le loro opinioni e decisioni. Come se vi fossero certezze sui fatti e univocità di interpretazioni. Le scoperte scientifiche e le innovazioni tecnologiche hanno contribuito a creare il nostro mondo moderno. L'hanno reso più vivibile e confortevole. Ma nessun esperto, nessuno scienziato, può controllare e prevedere ogni cosa. E gli "effetti collaterali" dello sviluppo si moltiplicano e amplificano. Che fare? Che fare se l'intreccio di fatti e valori sembra destinato a riproporsi, a dispetto del progresso e della modernità, e diversi sistemi di valori si affrontano? Latour in queste brevi conversazioni delinea una risposta forte. Bisogna "disinventare" la modernità e costruire spazi di mediazione, di negoziazione, fra diverse culture, saperi e tradizioni. Solo attraverso l'idea di un mondo comune potremo comprenderne la pluralità.
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| l'autore
[scheda autore] |
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Bruno Latour (Beaune, 1947), epistemologo e antropologo, insegna nella École nationale supérieure des mines di Parigi e nell'Università di California a San Diego.
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| dello stesso autore |
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NON SIAMO MAI STATI MODERNI - con una nuova postfazione dell'autore |
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| rassegna stampa |
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Mon 03 Mar 2008 - Le Monde diplomatique Dialoghi asimmetrici- 64 Kb |
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Wed 06 Feb 2008 - Avvenire Latour lancia la sua nuova modernità - 65 Kb |
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Fri 07 Mar 2008 - Il Corriere della Sera Un prudente disincanto difronte la modernità - 70 Kb |
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Mon 23 Jun 2008 - L'Unita Bruno Latour: quando eravamo moderni il mondo era così semplice - 136 Kb |
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Fri 19 Sep 2008 - Il Gazzettino Scaffale - 150 Kb |
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| percorsi di lettura |
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CONVERSAZIONI
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