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Orwell
ELOGIO DEL ROSPO E ALTRI SCRITTI



ottobre 2017
a cura di Vittorio Giacopini
 
l'opera

Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.



Per Orwell, dire le cose con estrema chiarezza, senza fronzoli, era un punto d'onore. Certo, se gli avessero detto che sarebbe diventato un «profeta» gli sarebbe venuto un attacco d'orticaria. Eppure è successo. Oggi, nell'era delle fake-news, di Trump, del terrorismo, la rilettura dei suoi saggi su politica, linguaggio e propaganda appare imprescindibile (e non a caso il suo 1984 è tornato in classifica). Ma Orwell non è il miglior scrittore politico del Novecento solo per aver intuito l'avvento dell'era del «Grande Fratello»: nella sua prosa nitida come il cristallo c'è l'intento dichiarato di «trasformare la scrittura politica in un'arte». E infatti nei suoi saggi non c'è tanto orrore e paura e denuncia e protesta, ma una forma di vero amore per il mondo, di attaccamento alla vita. Come appare evidente in uno dei suoi testi politici più intensi in cui tesse un improbabile «elogio del rospo», anfibio forse sgraziato, ma che è tra i primi a salutare l'arrivo della primavera: perché «se le bombe atomiche si accumulano nei depositi, le polizie s'aggirano minacciose per le città e le menzogne piovono dagli altoparlanti, la terra continua a girare intorno al sole, e dittatori e burocrati, per quanto profondamente ostili alla cosa, non sono in grado di impedirglielo».
l'autore [scheda autore]
George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair (Motihari, India, 25 giugno 1903 – Londra, 21 gennaio 1950), è stato un notissimo giornalista, saggista e scrittore britannico.
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