Data la sua vita avventurosa e militante, Malatesta non ha lasciato un'opera che dia conto organicamente del suo pensiero. Questa è perciò un'antologia di articoli (alcuni degli innumerevoli da lui scritti) che privilegia gli ultimi dieci anni della sua vita, quando, redattore di "Umanità Nova" dapprima e di "Pensiero e Volontà" poi, ebbe più tempo e maturità per sviluppare appieno quella che è sempre stata la sua concezione del mutamento sociale: una saggia miscela di buon senso e utopia.
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Errico Malatesta (Santa Maria Capua Vetere, 1853- Roma, 1932) è
considerato il maggiore rivoluzionario italiano, tanto da essere
definito dalla stampa socialista dell'epoca "il Lenin d'Italia".
Giampietro N. Berti (Bassano del Grappa, 1943) insegna Storia
contemporanea nell'Università di Padova. Ha scritto, fra l'altro, Il
pensiero anarchico fra Settecento e Novecento (1998), Francesco Saverio
Merlino. Dall'anarchismo socialista al socialismo liberale (1993) e Errico Malatesta e il movimento anarchico italiano e internazionale (2003). Per Elèuthera ha pubblicato Un'idea esagerata di libertà (1994) e curato le antologie di Proudhon, Kropotkin, Bakunin, Malatesta.
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