Eleuthera home http://www.eleuthera.it Eleuthera: novita', prossime uscite, eventi it Sun, 21 Apr 2024 04:25:00 +0200 Sun, 21 Apr 2024 04:25:00 +0200 Prossime uscite: UNA MORALE PER LA VITA QUOTIDIANA - http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=492 La morale quotidiana si forma in quegli spazi in cui gli individui danno senso ai fatti della vita improvvisando accordi inediti che poi diventano ritmi, abitudini, rielaborazioni nel «qui e ora» di saperi come l'arte di gioire, soffrire, stringere relazioni, immaginare futuri.

Che regole ci si dà quando si vive in uno stesso luogo? Osservando la vita quotidiana in Sicilia come in Nuova Guinea, nei villaggi tribali come tra chi usa lo smartphone, ci si accorge che esistono forme di accordo non scritte su cui si costituisce una reciprocità. Una forma di morale elastica che sfuma in un'arte del vivere. Se questa morale manca, o si perde, come accade nelle società in crisi, allora l'idea di legge, di etica, di diritti umani, rimane senza presa. Le società sanno produrre le proprie regole di convivenza e sono capaci di cambiarle e adeguarle alle trasformazioni che le investono. Una conoscenza antropologica e una visione non umiliante della vita quotidiana – una visione che non crede all'individuo isolato e nemmeno al potere supremo delle istituzioni – ci apre un affresco colorato e vivo di come la gente se la cava nel convivere e nel costruire i propri giorni insieme. ]]>
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Prossime uscite: IL CINEMA DEL NO - Fofi http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=588 Un informato e provocatorio percorso alla ricerca delle voci e delle immagini che non si sono allineate.

Se è vero che la grande arte ha sempre in sé qualcosa di anarchico, di critica dell'esistente, di contestazione dell'ordine sociale dato, il cinema ha sempre avuto due anime: quella consolatoria, ovvia, tesa a intorpidire le menti (prevalente), e quella non conciliata, provocatoria, critica del "mondo così com'è" (minoritaria). Ed è di quest'ultima che si occupa Fofi, di quel cinema che ha cercato l'oltre e il fondo, che ha esplorato territori e linguaggi capaci di mettere a nudo ogni maschera del potere, ogni cultura dell'accettazione, ogni mercato dell'intelligenza e dell'immaginazione. Tanti gli esempi di questo rapporto diretto o indiretto tra cinema e critica anarchica dell'esistente che possono essere rintracciati in film e registi sia del passato, a partire da maestri come Vigo e Buñuel, sia del presente, in autori come Kaurismäki, Ōshima o Ciprì e Maresco. Ne viene fuori un sorprendente affresco che ci dà conto di quell'inesausto filone della sfida e della grazia che continua sotterraneamente ad agire nel cinema del nostro tempo. ]]>
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Prossime uscite: ELINOR OSTROM: L’AUTOGESTIONE DEI BENI COLLETTIVI - Jourdain http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=590 Partendo dalla considerazione che l'intera storia evolutiva attesta la capacità dell'essere umano di cooperare ed elaborare regole per gestire in modo condiviso l'interesse comune, Jourdain dimostra come i beni comuni possano avere un futuro a patto di costituire una nuova matrice per ripensare non solo l'economia ma anche la politica.

Il pensiero economico ha storicamente immaginato due soluzioni per impedire lo sfruttamento incontrollato delle risorse collettive – come le fonti idriche o i pascoli – e così evitare quella che Garret Hardin definì la "tragedia dei beni comuni": la privatizzazione, che incoraggia i proprietari a una gestione razionale attraverso il mercato; o la nazionalizzazione, che attribuisce allo Stato il ruolo di pianificare l'utilizzo e riscuotere i tributi. Tuttavia l'interesse privato e la concorrenza (per i sostenitori del mercato) o la burocrazia e la centralizzazione (per i sostenitori dello Stato) sono solo due dei tanti modi in cui è possibile gestire e distribuire le risorse, modi che peraltro in molte occasioni hanno dimostrato la loro inadeguatezza. Proprio a partire da queste considerazioni e dal lavoro fondativo di Elinor Ostrom, Jourdain ci mostra come queste due soluzioni si basino su una premessa antropologica tanto astratta quanto errata, quella dell'individuo egoista, non collaborativo e avulso dalla comunità. Svelato l'inganno, Jourdain (via Ostrom) dimostra al contrario che i beni comuni sono inscindibili dalle comunità, e quindi da un senso collettivo che porta gli individui a negoziare e comunicare in una prospettiva irriducibile agli interessi egoistici immediati. Si profila così una solida alternativa che in contrasto con le due forme di appropriazione, privata e statale, offre una soluzione concreta per riappropriarsi del bene pubblico: l'autogestione dei beni collettivi.
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Prossime uscite: BOZA! DIARI DI FRONTIERA - Giliberti, Queirolo Palmas http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=591 Oggi più che mai le frontiere europee sono il palcoscenico dove si dispiega lo scontro tra due visioni della mobilità. Da un lato gli Stati e i governi, che sull'altare del controllo e della regolamentazione sacrificano il diritto alla libera circolazione. Dall'altro i popoli in movimento che spostandosi da sempre attraverso il globo rivendicano con ostinazione il diritto a decidere liberamente del proprio futuro, ricordandoci che la mobilità è un istinto insopprimibile dell'essere umano.

Illustrazioni di Stefano Greco

Il diario è di solito un luogo intimo di riflessione e quelli etnografici non fanno eccezione, sono il primo strumento attraverso cui tenere traccia dell'incontro con il campo della ricerca, documentando gli sviluppi della propria riflessione, ma anche i dubbi, gli spaesamenti, le contraddizioni. Pubblicarli significa da un lato rivelare uno snodo fondamentale della produzione teorica, dall'altro scommettere sul valore letterario e pubblico che può assumere la scrittura nelle scienze sociali, distillando in forma di racconto i materiali estratti da un composito archivio di ricerca. Ed è proprio questo l'obiettivo che si pongono Giliberti e Palmas in questi scritti che, attraverso un'opera di montaggio e accompagnati dalla capacità evocativa dell'illustrazione, alternano racconto, riflessione personale e indagine sociale, esplorando le ricadute necropolitiche della produzione e del consolidamento dei confini esterni e interni dell'Unione Europea. E tuttavia le storie individuali e collettive che qui affiorano restituiscono anche la forza e la potenza trasgressiva della solidarietà, una pratica spesso informale e rizomatica che rende possibile ciò che gli Stati hanno da sempre sanzionato come "mobilità inopportuna".
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Prossime uscite: DIALOGHI IMMAGINARI SULL’ANARCHIA - Trasatti http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=592 Chi non vorrebbe dialogare con i grandi rivoluzionari del passato e ascoltare in diretta le loro risposte? Trasatti lo fa, e le loro parole originali giungono fino a noi per raccontarci la nascita e l’evoluzione di una visione antiautoritaria che attraversa le epoche per parlare all’oggi.

Illustrazioni di Nerosunero


Come afferma Emma Goldman, una delle protagoniste di queste conversazioni immaginarie, è necessario parlare di anarchia non solo come di un’idea astratta, ma anche come di una pratica concreta che si incarna nel corpo di chi l’ha vissuta. Ecco allora che sulla scorta di questo avvertimento nove dialoghi, immaginari ma del tutto attendibili, tratteggiano le affascinanti personalità di donne e uomini, alcuni notissimi altri meno, che nell’arco di un secolo, dalla fine del XIX fin quasi alla fine del XX, sono state carne e respiro della storia dell’anarchismo. A Ischia, Michail Bakunin, ospite della principessa Zoé Obolenskaja, conversa amabilmente a tavola con alcuni commensali sui problemi dell’Italia risorgimentale. Ed è lì, tra un tè e l’altro, che comincia ad avere sempre più chiara una visione diversa di futuro. A Londra, un giornalista del “National Geographic” sorseggia l’inevitabile tè con il celebre scienziato russo Pëtr Kropotkin, discutendo di geografia, evoluzionismo, mutuo appoggio, ma anche della vita a dir poco avventurosa del principe anarchico. A Parigi, una giovane e ammirata intervistatrice interroga Louise Michel, l’eroina della Comune del 1871, incalzandola perché racconti la sua straordinaria vita: dall’impegno educativo fino alla deportazione in Nuova Caledonia. A Rambouillet, il pedagogista Sébastien Faure illustra il metodo decisamente poco ortodosso della sua scuola libertaria a un sempre più accigliato e perplesso ispettore del provveditorato. In Austria, il freudiano ribelle Otto Gross, prigioniero “politico” in una clinica psichiatrica, sfida i medici che lo detengono e che stravolgono tanto la sua storia personale quanto il suo geniale approccio alla mente umana. In una Monaco in piena rivoluzione dei consigli, l’anarchico mistico Gustav Landauer, appena nominato responsabile della cultura, si confronta con un giovane studente universitario su anarchia e rivoluzione ma anche su letteratura e riforma dell’insegnamento. A New York, Emma Goldman – la donna più pericolosa d’America – si infervora parlando di amore e rivoluzione in un’epoca in cui la città brulica letteralmente di riviste, gruppi e caffè anarchici, i cui protagonisti sono per lo più immigrati europei. Proprio come lei. Nella stessa città, cinquant’anni più tardi, incontriamo Paul Goodman, pacifista convinto e gay dichiarato. Docente, psicoterapeuta, romanziere, e saggista, è uno dei primi a proporre un anarchismo pragmatico che si propone di combattere il Sistema dall’interno attraverso la realizzazione di esperimenti utopici concreti. Una suggestione ampiamente ripresa dai movimenti sociali degli anni Sessanta. Ed è proprio a Goodman che si rifà Judith Malina, fondatrice insieme a Julian Beck del Living Theatre, un gruppo radicale che per decenni ha calcato i palchi – o meglio le piazze – di tutto il mondo, sovvertendo il teatro con il chiaro obiettivo di sovvertire la società.

Mario Sughi (Cesena, 1961), in arte Nerosunero, negli anni Settanta ha collaborato con le riviste “Il Male” e “Zut”. Si è laureato in Arte e Storia alla Sapienza e dottorato a Dublino in Storia medievale presso il Trinity College. Esposte in numerose mostre personali sia in Italia sia all’estero, le sue opere sono state incluse in collezioni pubbliche e private, tra cui la Municipal Gallery di Waterford e il Museo d’Arte Contemporanea di Cassino (CAMUSAC). Come illustratore collabora con diverse case editrici tra cui Einaudi e Neri Pozza. Nel 2022 assieme alla scrittrice Mia Gallagher ha pubblicato Dubliners (Marinonibooks, 2022). ]]>
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Prossime uscite: SOTTO IL BEAUBOURG - Meister http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=593 Uno dei più brillanti sociologi francesi ci propone, in tutta la sua ricchezza e contraddittorietà, una spassosa e sgangherata utopia, con cui delinea una più che realistica cultura autogestionaria.

Prefazione di Jacques Valet

Mentre le Autorità (con la maiuscola!) s’ingozzano di canapé e salatini all’inaugurazione del prestigioso Centre Beaubourg, un’assemblea caotica, ludica e vociante fonda in profondissimi sotterranei un immaginifico “contro-Beaubourg”. Grazie alla scoperta della “contrazione molecolare tangenziale” di Gustave Affeulpin, l’oscurità della terra si contrae e sotto il prestigioso centro della cultura “ufficiale” si apre una voragine di sette milioni di metri cubi che costituiscono l’enorme spazio in cui prenderà vita un’utopia realizzata pronta a scatenarsi contro il mondo della Cultura Spettacolo-Merce-Potere celebrata ai piani alti. ]]>
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Prossime uscite: PIACERE DOLORE POTERE - Traimond http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=594 Con un approccio curioso ma attento ai giochi di potere che lo attraversano, Traimond ci accompagna all'interno del variegato immaginario BDSM invitandoci a riflettere sul delicato equilibrio fra identità date e identità scelte.

Per quanto possano apparire estranei, anarchismo e sadomasochismo ruotano intorno a un perno comune: il potere. Il primo lo combatte, il secondo ne trae godimento. Questo libro esplora con curiosità libertaria, talvolta critica talvolta complice, i sentimenti, le regole, le pratiche, le difficoltà del mondo sadomaso, riferendosi soprattutto a quello anglofono, il più numeroso e loquace. E anche il più organizzato, ovvero quello che ha istituito la negoziazione come base del rapporto sessuale consensuale. Cos'è allora il sadomasochismo: un teatrino? una malattia mentale? una terapia multisacrilega? la via apollinea verso l'eruzione dionisiaca? il gemello siamese del cattolicesimo? la valvola di sfogo delle società complesse? un crimine? la paura di essere liberi? Più che avanzare una tesi precostituita, Traimond vuole fornire gli elementi necessari per formarsi un'opinione personale su un mondo ancora ampiamente clandestino ma sempre più fiorente.
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Prossime uscite: ABITARE È UN’ARTE POPOLARE - Paolella http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=595 L’architettura potrebbe essere considerata l’arte della celebrazione dei potenti. Ma contestualmente ne esiste un’altra, attenta ai temi ambientali e sociali, prossima alle comunità, meno autoreferenziale e meno propensa a ubbidire alle richieste di committenze interessate. Un’architettura dove l’abitare è l’esito di un’azione collettiva volta al benessere degli abitanti. Un’architettura che trova origine nell’abitudine, tipica della nostra specie, di autocostruirsi il proprio riparo, ben testimoniata dalle costruzioni “vernacolari” che hanno caratterizzato gli insediamenti umani per millenni, prima che si imponesse l’attuale uniformazione di linguaggi, tecniche, metodi e materiali.

Da molti anni gli architetti hanno rinunciato a svolgere quell’azioni critica che tanto contribuirebbe al miglioramento della qualità della vita nelle nostre città. Affrontare i cambiamenti climatici non è solo costruire edifici con elevate prestazioni energetiche, così come il problema dei due miliardi di persone in “insediamenti informali” non si risolve né con le case popolari né con i grattacieli, anche se alberati. La riluttanza a svolgere un ruolo attivo nella società ha ridotto gli architetti a ideatori di forme succubi della committenza e li ha allontanati dal progetto dell’abitare. Riprendendo il lavoro di architetti e pensatori come John Turner, Patrick Geddes, William Morris, Colin Ward e Ivan Illich e rimettendo al centro individui e comunità, modalità di consumo e conservazione delle risorse, autonomia, autoproduzione alimentare ed energetica e riqualificazione dell’ambiente, Paolella ripercorre le esperienze di centinaia di architetti che progettano con le comunità fuori dai riconoscimenti e spesso anche dalla notorietà. Abitare autogestito, sistemi costruttivi predisposti, architettura incrementale, autocostruzione guidata, co-progettazione, cohousing, supporto alle comunità sono tutte modalità che favoriscono l’attivazione degli abitanti nel definire i propri insediamenti, riducono gli impatti ambientali, organizzano modi di vita e spazi con cui agevolare il benessere. Si delinea così un altro modello di architettura orientato a soddisfare le comunità, costruire insediamenti a basso impatto e  sostenere un benessere diffuso, l’unico in grado di permettere ai progettisti di contribuire concretamente a quei cambiamenti indispensabili alla costruzione di un futuro comune.
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Prossime uscite: PANE E RIVOLUZIONE L’ANARCHIA MIGRANTE - Senta http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=596 Dopo essersi occupato del movimento anarchico in Italia, Senta volge il suo sguardo al movimento anarchico italiano nel mondo. Doppiamente discriminati in quanto migranti e in quanto sovversivi, come prova la celebre vicenda di Sacco e Vanzetti, gli anarchici italiani all’estero non ebbero vita facile. Nondimeno diedero un contributo essenziale al rafforzamento dei nascenti sindacati locali e fondarono comunità di vita e lavoro – come a Paterson nel New Jersey – che erano veri e propri laboratori del mondo solidale per cui si battevano.

Tra il 1870 e il 1950, milioni di italiani varcarono i confini nazionali in cerca di una vita migliore, stabilendosi un po’ ovunque nel mondo. Fra di loro, proletari tra proletari, c’erano anche molti anarchici, che partivano a volte per scelta, spinti anche loro dalla miseria e dal desiderio di costruirsi un futuro diverso, e a volte (spesso) per forza, perché perseguitati politicamente e impossibilitati a guadagnarsi da vivere nel loro paese. Arrivati nei paesi di destinazione, gli anarchici della diaspora diedero vita a una fitta rete transnazionale che da un lato alimentò i movimenti operai locali e dall’altro mantenne uno sguardo privilegiato verso la madrepatria, con la speranza di poter un giorno tornare e contribuire a una radicale trasformazione sociale dell’Italia. Attraversando i cinque continenti – l’Europa e le Americhe soprattutto, ma anche l’Australia e il bacino Mediterraneo – Senta racconta le traiettorie di vita e le idee di questi “diseredati”, alcuni noti altri meno, che non vollero abdicare al proprio orgoglio e alla propria dignità. Anche a costo della vita. E così, dalle storie individuali di uomini e donne che in un mondo dilaniato dalle guerre nazionaliste non smisero mai di mettere quotidianamente in pratica il sogno internazionalista di una fratellanza universale, emerge una storia collettiva fatta di giornali, di scuole libertarie, di convivialità, di circoli culturali, ma anche di scioperi, di lotte e di tentativi di insurrezione. Pane e rivoluzione, appunto. ]]>
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Prossime uscite: IL PENSIERO METICCIO - Laplantine, Nouss http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=597 Raramente pensato e per lo più combattuto, il pensiero meticcio si propone come alternativa sia alla fusione totalizzante prodotta della globalizzazione neoliberista sia all'esacerbazione dei particolarismi identitari che quest'ultima produce. È un processo che inizia quando riconosciamo ciò che dobbiamo agli altri e smettiamo di affermare di non dover niente a nessuno. È il riconoscimento degli altri in noi stessi, l'accettazione del multiplo come valore costitutivo.

L'ibridazione culturale non è certo un fenomeno nuovo, ma oggi il suo impatto è crescente e accelerato. Le dimensioni locali si intrecciano infatti con la dimensione globale e tutto confluisce in un calderone planetario che mescola lingue, idee, gusti, usi e costumi. Questa potente spinta sincretica produce un duplice effetto, del tutto speculare: da una parte mostra una pericolosa tendenza all'omologazione e al "pensiero unico" e dall'altra alimenta ideologie fortemente identitarie che vedono qualsiasi mescolanza come una contaminazione. L'idea di meticciato delineata dagli autori si propone al contrario di trovare un'alternativa tanto alla fusione o all'osmosi quanto alla chiusura in nome di un'inesistente purezza. Si tratta di mettere in discussione una certa concezione dell'universalismo, fatta di standardizzazione, livellamento e uniformità, per affermare un pensiero in divenire che, attraverso il confronto e il dialogo, diventi il vettore cosciente di quei mutamenti incessanti che costituiscono l'uomo e il reale. ]]>
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Prossime uscite: DECODIFICARE LE POLITICHE DEI SUBALTERNI - Scott http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=599 Muovendosi tra storia e geografia, tra antropologia e sociologia. Scott ricostruisce le pratiche quotidiane di dissimulazione e resistenza dei gruppi subalterni, quei "verbali segreti" che la cultura popolare, coprendo le proprie tracce ed evitando lo scontro diretto con le autorità, ha da sempre opposto al dominatore di turno.

Per gran parte della popolazione mondiale, e per la maggior parte della sua storia, le pratiche di resistenza popolare dissimulate e indirette sono state molto più comuni e diffuse degli scontri violenti che invece prevalgono nei libri di storia. In questo saggio, che per la prima volta raccoglie in modo organico quarant'anni di ricerca accademica e sul campo, Scott configura un quadro di riferimento generale per comprendere nella loro complessità le strategie di resistenza e ribellione dei gruppi subalterni. Questi ultimi hanno infatti sviluppato, nei più svariati contesti storici e culturali, una "modalità" distintiva di azione politica plasmata dalle condizioni materiali, dai valori morali e dalle tradizioni culturali. Grazie a questa inedita lettura dal basso verso l'alto, i gruppi subalterni non appaiono più come vittime passive o ribelli irrazionali, ma al contrario come attori consapevoli che cercano di massimizzare la propria sicurezza, dignità e autonomia di fronte all'incertezza e all'oppressione. Mettendo a nudo i microprocessi di formazione dello Stato, Scott esplora inoltre il modo in cui si è configurata storicamente la crescente presa sulla popolazione e le sue ricadute sull'identità, la proprietà terriera, il reddito e la libertà di movimento: un prerequisito per l'egemonia politica che di converso esplicita l'infrapolitica dei "senza potere". E sono proprio queste strategie infrapolitiche che, al di là dei rapporti codificati fra dominati e dominanti, rivelano in tutta la loro genialità quell'arte della resistenza che la cultura popolare ha saputo opporre alla secolare brama di controllo dello Stato. ]]>
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Prossime uscite: PEDAGOGIA HACKER - Fant, Milani http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=600 Questo non è l'ennesimo manuale per "usare bene" le tecnologie digitali, ma un concentrato di attività alla portata di tutti che si pone l'obiettivo di migliorare la nostra relazione con i dispositivi digitali nella vita di tutti i giorni.

Le tecnologie digitali dicono molto di noi, del nostro modo di relazionarci con il mondo circostante, con gli esseri simili a noi e con quelli molto diversi. È infatti nella relazione con l'Altro che scopriamo davvero chi siamo. Ed è quello che si propone di fare la pedagogia hacker, che rifacendosi a concetti quali l'apprendimento come piacere e la ricerca come frutto dell'esperienza personale, e combinandoli con strumenti quali la sociometria e lo psicodramma, ci invita a essere curiosi e ad appassionarci alla tecnologia problematizzando la realtà che la circonda. Lungi dall'essere una disciplina per pochi eletti, è un approccio che richiede – come ogni gioco appassionato – impegno, attenzione e soprattutto la voglia di uscire dalla propria zona di comfort e mettere in discussione le proprie credenze. Ma per farlo, bisogna non solo disimparare quello che diamo per scontato, e cioè che la tecnica sia un mero supporto neutro per  i nostri contenuti, ma anche convincerci che è possibile decostruire le relazioni tecniche per riappropriarcene in un senso "conviviale", cioè volto a un benessere collettivo che includa gli stessi dispositivi digitali. Ed è proprio qui che la pedagogia hacker può dare il suo contributo più prezioso, grazie a un metodo innovativo che mette in relazione la tecnologia con i corpi, l'arte e il gioco, permettendoci così – in modo partecipato e creativo – di ampliare la nostra consapevolezza e i nostri margini di libertà.
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Prossime uscite: ACQUA E COMUNITÀ - Ward http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=601 Una riflessione a tutto campo che riafferma in maniera forte l’esigenza di un controllo locale e comunitario sull’acqua.

L’acqua è una risorsa primaria per l’esistenza umana, un bene comune che appartiene a tutti. Eppure, dalla crescente tendenza alla privatizzazione al dislocamento di milioni di persone per la costruzione di enormi dighe, l’acqua è sempre di più una merce controllata non dalle comunità locali ma da imperi finanziari e multinazionali. A partire da queste premesse, Ward analizza l’ineguale distribuzione idrica su scala mondiale, evidenziando come l’acqua per il consumo umano sia oltretutto sempre più scarsa, cara e inquinata. Eppure, lungo tutta la storia, le comunità locali hanno sviluppato modi d’uso che hanno assicurato una corretta distribuzione di una risorsa limitata e vitale: una lezione particolarmente attuale in un’epoca in cui il cambiamento climatico e l’emergenza idrica sono una realtà quotidiana per milioni di persone. ]]>
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