Eleuthera home http://www.eleuthera.it Eleuthera: novita', prossime uscite, eventi it Wed, 26 Jun 2024 00:31:21 +0200 Wed, 26 Jun 2024 00:31:21 +0200 Prossime uscite: Pane e rivoluzione l’anarchia migrante (1870-1950) - Senta http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=596 «Nostra patria è il mondo intero» non è solo il verso di una notissima canzone anarchica ma è anche l'icastica affermazione di quell'ideale cosmopolita che permea tutta la storia del movimento anarchico italiano. Una storia fatta di esilio, emigrazione forzata, frontiere violate e deportazioni, ma anche e soprattutto di una pratica quotidiana tesa a realizzare – a qualsiasi latitudine – quel mondo di liberi e uguali che è il cuore pulsante della diaspora anarchica.

Prefazione di Mimmo Franzinelli

Tra il 1870 e il 1950, milioni di italiani emigrano in tutto il mondo in cerca di una vita migliore. Fra di loro, proletari tra proletari, ci sono anche molti anarchici spinti a partire per una ragione che non è solo economica ma politica: sottrarsi a una persecuzione senza esclusione di colpi. Arrivati nei paesi di destinazione, gli anarchici della diaspora – spesso doppiamente discriminati: in quanto migranti e in quanto sovversivi – danno vita a una fitta rete transnazionale che alimenta i movimenti operai locali, pur mantenendo vivo un rapporto privilegiato con l'Italia, la «patria» linguistica e culturale con cui avranno sempre stretti legami. Dall'Europa alle Americhe, dal bacino mediterraneo all'Australia, Senta racconta le traiettorie di vita di questi «refrattari» – e delle tante «refrattarie» – che in un mondo dilaniato dalle guerre nazionaliste non abbandoneranno mai il sogno internazionalista di una fratellanza universale. Ed è proprio da queste storie individuali, uniche eppure straordinariamente simili, che emerge una grande storia collettiva fatta di scioperi, lotte e rivolte, ma anche di cooperative, scuole libertarie, circoli culturali, osterie e convivialità. Pane e rivoluzione, appunto.

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Prossime uscite: Una morale per la vita quotidiana - http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=492 La morale quotidiana si forma in quegli spazi in cui gli individui danno senso ai fatti della vita improvvisando accordi inediti che poi diventano ritmi, abitudini, rielaborazioni nel «qui e ora» di saperi come l'arte di gioire, soffrire, stringere relazioni, immaginare futuri.

Che regole ci si dà quando si vive in uno stesso luogo? Osservando la vita quotidiana in Sicilia come in Nuova Guinea, nei villaggi tribali come tra chi usa lo smartphone, ci si accorge che esistono forme di accordo non scritte su cui si costituisce una reciprocità. Una forma di morale elastica che sfuma in un'arte del vivere. Se questa morale manca, o si perde, come accade nelle società in crisi, allora l'idea di legge, di etica, di diritti umani, rimane senza presa. Le società sanno produrre le proprie regole di convivenza e sono capaci di cambiarle e adeguarle alle trasformazioni che le investono. Una conoscenza antropologica e una visione non umiliante della vita quotidiana – una visione che non crede all'individuo isolato e nemmeno al potere supremo delle istituzioni – ci apre un affresco colorato e vivo di come la gente se la cava nel convivere e nel costruire i propri giorni insieme. ]]>
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Prossime uscite: Il cinema del no - Fofi http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=588 Un informato e provocatorio percorso alla ricerca delle voci e delle immagini che non si sono allineate.

Se è vero che la grande arte ha sempre in sé qualcosa di anarchico, di critica dell'esistente, di contestazione dell'ordine sociale dato, il cinema ha sempre avuto due anime: quella consolatoria, ovvia, tesa a intorpidire le menti (prevalente), e quella non conciliata, provocatoria, critica del "mondo così com'è" (minoritaria). Ed è di quest'ultima che si occupa Fofi, di quel cinema che ha cercato l'oltre e il fondo, che ha esplorato territori e linguaggi capaci di mettere a nudo ogni maschera del potere, ogni cultura dell'accettazione, ogni mercato dell'intelligenza e dell'immaginazione. Tanti gli esempi di questo rapporto diretto o indiretto tra cinema e critica anarchica dell'esistente che possono essere rintracciati in film e registi sia del passato, a partire da maestri come Vigo e Buñuel, sia del presente, in autori come Kaurismäki, Ōshima o Ciprì e Maresco. Ne viene fuori un sorprendente affresco che ci dà conto di quell'inesausto filone della sfida e della grazia che continua sotterraneamente ad agire nel cinema del nostro tempo. ]]>
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Prossime uscite: Elinor Ostrom: l’autogestione dei beni collettivi - Jourdain http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=590 Partendo dalla considerazione che l'intera storia evolutiva attesta la capacità dell'essere umano di cooperare ed elaborare regole per gestire in modo condiviso l'interesse comune, Jourdain dimostra come i beni comuni possano avere un futuro a patto di costituire una nuova matrice per ripensare non solo l'economia ma anche la politica.

Il pensiero economico ha storicamente immaginato due soluzioni per impedire lo sfruttamento incontrollato delle risorse collettive – come le fonti idriche o i pascoli – e così evitare quella che Garret Hardin definì la "tragedia dei beni comuni": la privatizzazione, che incoraggia i proprietari a una gestione razionale attraverso il mercato; o la nazionalizzazione, che attribuisce allo Stato il ruolo di pianificare l'utilizzo e riscuotere i tributi. Tuttavia l'interesse privato e la concorrenza (per i sostenitori del mercato) o la burocrazia e la centralizzazione (per i sostenitori dello Stato) sono solo due dei tanti modi in cui è possibile gestire e distribuire le risorse, modi che peraltro in molte occasioni hanno dimostrato la loro inadeguatezza. Proprio a partire da queste considerazioni e dal lavoro fondativo di Elinor Ostrom, Jourdain ci mostra come queste due soluzioni si basino su una premessa antropologica tanto astratta quanto errata, quella dell'individuo egoista, non collaborativo e avulso dalla comunità. Svelato l'inganno, Jourdain (via Ostrom) dimostra al contrario che i beni comuni sono inscindibili dalle comunità, e quindi da un senso collettivo che porta gli individui a negoziare e comunicare in una prospettiva irriducibile agli interessi egoistici immediati. Si profila così una solida alternativa che in contrasto con le due forme di appropriazione, privata e statale, offre una soluzione concreta per riappropriarsi del bene pubblico: l'autogestione dei beni collettivi.
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Prossime uscite: Sotto il Beaubourg - Meister http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=593 Uno dei più brillanti sociologi francesi ci propone, in tutta la sua ricchezza e contraddittorietà, una spassosa e sgangherata utopia, con cui delinea una più che realistica cultura autogestionaria.

Prefazione di Jacques Valet

Mentre le Autorità (con la maiuscola!) s'ingozzano di canapé e salatini all'inaugurazione del prestigioso Centre Beaubourg, un'assemblea caotica, ludica e vociante fonda in profondissimi sotterranei un immaginifico "contro-Beaubourg". Grazie alla scoperta della "contrazione molecolare tangenziale" di Gustave Affeulpin, l'oscurità della terra si contrae e sotto il prestigioso centro della cultura "ufficiale" si apre una voragine di sette milioni di metri cubi che costituiscono l'enorme spazio in cui prenderà vita un'utopia realizzata pronta a scatenarsi contro il mondo della Cultura Spettacolo-Merce-Potere celebrata ai piani alti. ]]>
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Prossime uscite: Il pensiero meticcio - Laplantine, Nouss http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=597 Raramente pensato e per lo più combattuto, il pensiero meticcio si propone come alternativa sia alla fusione totalizzante prodotta della globalizzazione neoliberista sia all'esacerbazione dei particolarismi identitari che quest'ultima produce. È un processo che inizia quando riconosciamo ciò che dobbiamo agli altri e smettiamo di affermare di non dover niente a nessuno. È il riconoscimento degli altri in noi stessi, l'accettazione del multiplo come valore costitutivo.

L'ibridazione culturale non è certo un fenomeno nuovo, ma oggi il suo impatto è crescente e accelerato. Le dimensioni locali si intrecciano infatti con la dimensione globale e tutto confluisce in un calderone planetario che mescola lingue, idee, gusti, usi e costumi. Questa potente spinta sincretica produce un duplice effetto, del tutto speculare: da una parte mostra una pericolosa tendenza all'omologazione e al "pensiero unico" e dall'altra alimenta ideologie fortemente identitarie che vedono qualsiasi mescolanza come una contaminazione. L'idea di meticciato delineata dagli autori si propone al contrario di trovare un'alternativa tanto alla fusione o all'osmosi quanto alla chiusura in nome di un'inesistente purezza. Si tratta di mettere in discussione una certa concezione dell'universalismo, fatta di standardizzazione, livellamento e uniformità, per affermare un pensiero in divenire che, attraverso il confronto e il dialogo, diventi il vettore cosciente di quei mutamenti incessanti che costituiscono l'uomo e il reale. ]]>
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Prossime uscite: Decodificare le politiche dei subalterni - Scott http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=599 Muovendosi tra storia e geografia, tra antropologia e sociologia. Scott ricostruisce le pratiche quotidiane di dissimulazione e resistenza dei gruppi subalterni, quei "verbali segreti" che la cultura popolare, coprendo le proprie tracce ed evitando lo scontro diretto con le autorità, ha da sempre opposto al dominatore di turno.

Per gran parte della popolazione mondiale, e per la maggior parte della sua storia, le pratiche di resistenza popolare dissimulate e indirette sono state molto più comuni e diffuse degli scontri violenti che invece prevalgono nei libri di storia. In questo saggio, che per la prima volta raccoglie in modo organico quarant'anni di ricerca accademica e sul campo, Scott configura un quadro di riferimento generale per comprendere nella loro complessità le strategie di resistenza e ribellione dei gruppi subalterni. Questi ultimi hanno infatti sviluppato, nei più svariati contesti storici e culturali, una "modalità" distintiva di azione politica plasmata dalle condizioni materiali, dai valori morali e dalle tradizioni culturali. Grazie a questa inedita lettura dal basso verso l'alto, i gruppi subalterni non appaiono più come vittime passive o ribelli irrazionali, ma al contrario come attori consapevoli che cercano di massimizzare la propria sicurezza, dignità e autonomia di fronte all'incertezza e all'oppressione. Mettendo a nudo i microprocessi di formazione dello Stato, Scott esplora inoltre il modo in cui si è configurata storicamente la crescente presa sulla popolazione e le sue ricadute sull'identità, la proprietà terriera, il reddito e la libertà di movimento: un prerequisito per l'egemonia politica che di converso esplicita l'infrapolitica dei "senza potere". E sono proprio queste strategie infrapolitiche che, al di là dei rapporti codificati fra dominati e dominanti, rivelano in tutta la loro genialità quell'arte della resistenza che la cultura popolare ha saputo opporre alla secolare brama di controllo dello Stato. ]]>
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Prossime uscite: Pedagogia hacker - Fant, Milani http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=600 Questo non è l'ennesimo manuale per "usare bene" le tecnologie digitali, ma un concentrato di attività alla portata di tutti che si pone l'obiettivo di migliorare la nostra relazione con i dispositivi digitali nella vita di tutti i giorni.

Le tecnologie digitali dicono molto di noi, del nostro modo di relazionarci con il mondo circostante, con gli esseri simili a noi e con quelli molto diversi. È infatti nella relazione con l'Altro che scopriamo davvero chi siamo. Ed è quello che si propone di fare la pedagogia hacker, che rifacendosi a concetti quali l'apprendimento come piacere e la ricerca come frutto dell'esperienza personale, e combinandoli con strumenti quali la sociometria e lo psicodramma, ci invita a essere curiosi e ad appassionarci alla tecnologia problematizzando la realtà che la circonda. Lungi dall'essere una disciplina per pochi eletti, è un approccio che richiede – come ogni gioco appassionato – impegno, attenzione e soprattutto la voglia di uscire dalla propria zona di comfort e mettere in discussione le proprie credenze. Ma per farlo, bisogna non solo disimparare quello che diamo per scontato, e cioè che la tecnica sia un mero supporto neutro per  i nostri contenuti, ma anche convincerci che è possibile decostruire le relazioni tecniche per riappropriarcene in un senso "conviviale", cioè volto a un benessere collettivo che includa gli stessi dispositivi digitali. Ed è proprio qui che la pedagogia hacker può dare il suo contributo più prezioso, grazie a un metodo innovativo che mette in relazione la tecnologia con i corpi, l'arte e il gioco, permettendoci così – in modo partecipato e creativo – di ampliare la nostra consapevolezza e i nostri margini di libertà.
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Prossime uscite: Acqua e comunità - Ward http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=601 Una riflessione a tutto campo che riafferma in maniera forte l'esigenza di un controllo locale e comunitario sull'acqua.

L'acqua è una risorsa primaria per l'esistenza umana, un bene comune che appartiene a tutti. Eppure, dalla crescente tendenza alla privatizzazione al dislocamento di milioni di persone per la costruzione di enormi dighe, l'acqua è sempre di più una merce controllata non dalle comunità locali ma da imperi finanziari e multinazionali. A partire da queste premesse, Ward analizza l'ineguale distribuzione idrica su scala mondiale, evidenziando come l'acqua per il consumo umano sia oltretutto sempre più scarsa, cara e inquinata. Eppure, lungo tutta la storia, le comunità locali hanno sviluppato modi d'uso che hanno assicurato una corretta distribuzione di una risorsa limitata e vitale: una lezione particolarmente attuale in un'epoca in cui il cambiamento climatico e l'emergenza idrica sono una realtà quotidiana per milioni di persone. ]]>
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Prossime uscite: Anarchismo e immaginario anticoloniale - Anderson http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=602 Dai Caraibi al Mar Cinese Meridionale passando per l'Europa imperiale, Anderson restituisce il pathos delle rivoluzioni antimperialiste attraverso le vicissitudini dei suoi protagonisti, che in gran parte si "radicalizzano" nelle carceri degli imperi occidentali entrando in contatto con gli anarchici europei e con le loro idee apertamente anticoloniali.

Nel farsi della storia, lo scambio di idee è altrettanto determinante dello scambio di fucilate. È questo il punto di partenza della brillante lettura che Anderson fa delle poco note connessioni che costituirono la trama delle prime lotte anticoloniali. In quello che definisce un "esperimento di astronomia politica" – ossia il tentativo di mappare la forza gravitazionale esercitata dall'anarchismo sui nazionalismi militanti agli estremi opposti del pianeta – Anderson segue due linee di argomentazione. Da un lato, l'emergere sul finire del XIX secolo di una "prima globalizzazione", quando l'invenzione del telegrafo, l'inaugurazione dell'Unione postale universale, l'introduzione delle navi a vapore e l'espandersi delle reti ferroviarie resero possibile la circolazione di informazioni, idee, esperienze e persone in tutto il pianeta. Dall'altro, l'affermarsi dell'anarchismo internazionalista come elemento propulsore della sinistra radicale. La quasi simultaneità dell'ultima insurrezione antimperialista nel nuovo mondo (Cuba, 1895) e della prima in Asia (Filippine, 1896) non fu dunque una casualità. Nativi degli ultimi resti di quello che era stato l'impero globale spagnolo, gli indipendentisti cubani e filippini non si limitarono a leggersi gli uni con gli altri, ma ebbero cruciali connessioni personali, riuscendo, fino a un certo punto, a coordinare le loro azioni. Avvenne così che a un dominio coloniale mondiale si opposero movimenti insurrezionali del medesimo livello: per la prima volta una rete planetaria anticoloniale prese forma e, utilizzando metodi innovativi, si ribellò alla soffocante oppressione dei decadenti imperi europei. ]]>
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Prossime uscite: Conoscenza e libertà - Feyerabend http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=603 Un arsenale di idee imprescindibili e del tutto attuali per rispondere alle complesse sfide poste dalla scienza alla società contemporanea: dal ruolo degli esperti al valore del dissenso, con un occhio di riguardo per le concezioni alternative, subalterne o perfino stravaganti.

a cura di Luca Guzzardi e Matteo Collodel

Fra i più originali e controversi interpreti della filosofia della scienza del Novecento, Feyerabend si è distinto per un pensiero radicalmente anticonformista e uno stile provocatorio e irriverente. Il suo approccio anti-metodologico, frutto di una "teoria anarchica della conoscenza", ha spinto l'epistemologia a fare i conti con le peculiarità e i limiti della razionalità umana invitandola a guardare la scienza da una prospettiva storico-etnografica piuttosto che logico-formale. Sotto questa nuova e rivoluzionaria luce, le teorie scientifiche più coraggiose come la "nuova scienza" di Galileo o la relatività di Einstein, appaiono più il risultato di azzardate scommesse contrarie all'evidenza che costruzioni coerenti, basate su dati neutrali e criteri universali. Nei testi raccolti in questa antologia, che testimoniano della sua vicinanza a un pensiero libertario, eterodosso ed eretico, Feyerabend non solo presenta in forma discorsiva la propria visione epistemologica, ma la colloca in un quadro etico e politico complessivo che ha come obiettivo la promozione di una società libera. ]]>
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