Le grandi trasformazioni indotte dal modello economico globale hanno investito anche settori tradizionalmente poco reattivi come quello edile, azzerando l'identità culturale, ambientale e sociale propria a un'attività da sempre connessa con le comunità e i luoghi. Nella costruzione dei manufatti la componente artigiana, fondata sulla capacità tecnica e la specificità geografica degli operatori, è stata quasi totalmente sostituita da materiali, componenti e processi industrializzati, con esiti sociali e ambientali pesantemente negativi. Proprio l'accrescersi dei problemi connessi ai mutamenti climatici ha fatto emergere con prepotenza anche nell'edilizia la necessità di invertire questa impostazione, con l'obiettivo di aumentare l'efficienza energetica. Ridurre le quantità e aumentare la qualità dei manufatti – recuperando l'artigianalità dei processi e la specificità delle soluzioni in relazione ai luoghi – appare l'unico strumento compatibile con i criteri di base di una architettura sostenibile. Attraverso l'uso critico della tecnica è infatti possibile progettare edifici che possano da un lato contribuire alla risoluzione delle problematiche ambientali e dall'altro partecipare alla ricomposizione culturale delle comunità locali.
Indice introduzione 7 capitolo primo 18 Conoscenza scientifica e progetto capitolo secondo 30 L'industrializzazione delle trasformazioni capitolo terzo 41 La direzione dell'innovazione capitolo quarto 48 La merce emozionale capitolo quinto 58 Il progetto dell'abitare capitolo sesto 64 Il recupero dell'identità dei luoghi capitolo settimo 72 Attraverso la tecnica: per l'architettura ecologica
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