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Morandi

Anarchist Playlist

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PROSSIMA USCITA 

Una canzone non è mai solo una canzone. È un processo misterioso che può riuscire a comprimere anni, decenni o una vita intera in pochi minuti di musica. La densità emotiva che è in grado di trasmettere non ha paragoni, tre accordi possono spiegare il dolore di un esilio, la rivolta contro le ingiustizie o la lotta di un popolo più efficacemente di qualsiasi slogan, libro o discorso. E allora alzate il volume, cantate, battete i piedi, tenete il ritmo perché ancora oggi la musica continua a essere una formidabile forma di liberazione.

In questo mosaico sonoro che si snoda come una playlist, Morandi ci accompagna in un avvincente viaggio che dalla fine dell’Ottocento arriva all’era digitale, e che attraverso trenta tracce rappresentative ci racconta la storia di come il suono e l’immaginario musicale dell’anarchia si siano evoluti in un secolo e mezzo di rivolte sociali e culturali. Da Addio a Lugano, l’iconico inno anarchico scritto da Pietro Gori nel 1895, a Tubthumping dei Chumbawamba, dalle riflessioni di Fabrizio De André all’anarchia compositiva  di John Cage, passando per Léo Ferré e i Rage Against the Machine, ogni canzone è infatti il pretesto per addentrarsi nel contesto storico e culturale dell’epoca, con le sue lotte, i suoi aneddoti e le sue contraddizioni. Che sia letto tutto d’un fiato come una graffiante epopea, o che si preferisca saltare da un brano all’altro come si addice a una playlist anarchica, ne esce una narrazione corale – ricca di spunti e riferimenti – di come il suono dell’anarchia abbia accompagnato ogni grande rottura del mondo moderno. Preparatevi dunque all’ascolto e alla lettura, perché la musica è solo il punto di partenza.