Ode al vino e all'anarchia prefazione
Libro
Ode al vino e all'anarchia
Veronelli
PROSSIMA USCITA
lun 15 giu 2026

Luigi Veronelli in questo 2026 avrebbe compiuto 100 anni.
Sono stata con lui, tante volte. Fortuna immensa.
In redazione, nel suo studio, nei mercati, nei ristoranti, al desco della sua casa «alta su Bergamo alta»: «Mangeremo male, magari» diceva «ma berremo divinamente».
E ancora, con lui, in manifestazione, nei centri sociali dove hanno brillato le sue ultime battaglie.
È sempre stato a fianco di vignaioli autentici, i suoi preferiti: spassionati e incuranti di artefatte buone maniere, di relazioni soppesate col bilancino dell’ipocrisia, di timore nello schierarsi per non perdere il consenso di tutti. Innamorati delle loro vigne e accaniti cercatori dell’eccellenza.
I suoi amati vignaioli che da «uve d’oro» han imparato, anche grazie lui, a far finalmente «vini d’oro».
Immenso il suo contributo nella metamorfosi novecentesca del vino italiano, ma anche dei prodotti della terra e nella loro valorizzazione sulle tavole dei ristoranti e di ogni quotidiano apparecchio.
«… la terra, la terra, la terra… all’infinito la terra» era il motto con cui ha condotto, antesignano su tutti, le sue bandiere: la ricerca della qualità, il necessario rispetto di ambiente, paesaggio. L’amore per le cose belle e ben fatte.
E poi la magica connessione tra il vino, la letteratura, il cinema, l’arte, l’antropologia, la storia, i diritti… continua…
Facendola corta: Veronelli è stato un grande artefice e grande plasmatore della cultura materiale nel nostro paese.
Ha intuito – potente mente larga e critica – che il vino, il cibo e le produzioni son poca cosa se non si mettono in corrispondenza con il popolato mondo che le genera e le circonda.
Soprattutto, per Veronelli il vino non è mai stato né poteva essere un oggetto autoreferenziale.
Con Veronelli, a tavola o davanti a un calice, si parlava di poesia, di musica, di abiti e abitudini. Di politica. D’amore e d’anarchia. Certo, con lui e grazie a lui, il vino andava soprattutto sentito con attenzione, ascoltato, rispettato. Mai giudicato con sicumera. Con il vino andava promosso il dialogo.
E, alla fine, ogni assaggio era anche un volano per generare connessioni e nutrire la mente.
Il vino, compagno problematico. Il vino, unico oggetto reale che ti dà l’irreale. Parole sue.
Un grande del Novecento. Un classico. Veronelli ha scritto tanto. E in tanti luoghi.
Questa piccola ma importante antologia ha il merito di riportarci alla sua mirabolante scrittura, al suo pensiero in fermento, alla sua immaginazione. Di prima mano. Come è dovuto ai classici imperituri.
L’ho sentito tante volte dire che sarebbe vissuto fino a 103 anni, come la sua amatissima contessa Perusini, regina del Picolit da lui sdrafanicamente adorato.
In fondo, è vero. Veronelli è qui. Vive. Insuperato. Le miserie che ammorbano il mondo del vino e i suoi dintorni gli fanno un baffo.
La sua genialità, la sua inventiva linguistica, la sua sensibilità, la sua eleganza, l’immensa cultura, il suo cuore battente per le battaglie anarco-enoiche, ultima quella di t/Terra e libertà/Critical wine dove i nostri cuori battevano con il suo, al CSOA La Chimica a Verona, al Leoncavallo a Milano, al Forte Prenestino a Roma e in millanta altri luoghi di libero pensiero. Il vino, l’olio d’oliva, le denominazioni comunali, i giacimenti gastronomici…
Veronelli è stato artefice filosofico e umano della creazione di nuovi spazi per un vino gustoso e gustato in condivisione, assaggiato senza ideologismi: attento il naso e libera la mente.
Un vino altamente culturale e felice.
Grazie, Gino, per ogni cosa.
Veronelli vive e lotta insieme a noi.
Simonetta Lorigliola, giornalista, ha collaborato con Luigi Veronelli nella sua rivista «EV Vini, cibi, intelligenze» e nel progetto t/Terra e libertà/Critical wine, che ha riunito oltre duecento piccoli vignaioli realizzando manifestazioni in vari CSOA d’Italia. Ha diretto «Konrad. Mensile di informazione critica del Friuli Venezia Giulia» ed è la curatrice della sezione Vino della storica rassegna triestina Rose Libri Musica Vino. Autrice di numerosi saggi, oggi pubblica sulle riviste «L’Almanacco de La Terra Trema» e «L’Œil de Palmer». Dal 2008 collabora con il Seminario Permanente Luigi Veronelli (https://www.seminarioveronelli.com/) e la Guida Oro I Vini di Veronelli con il ruolo di caporedattrice.