Lévi-Strauss
Claude Lévi-Strauss
Claude Lévi-Strauss (Bruxelles, 1908 – Parigi, 2009) è stato il più importante antropologo ed etnologo del XX secolo. Formatosi in filosofia e diritto alla Sorbona, negli anni Trenta accompagnò la moglie Dina Dreyfus, etnologa affermata, in una serie di ricerche sul campo tra le popolazioni indigene del Brasile. Questa esperienza lo convertì definitivamente all’antropologia e sarà poi al cuore di Tristi tropici (1955), capolavoro che sancì definitivamente la sua centralità nella scuola strutturalista. Rifugiatosi negli Stati Uniti, durante la seconda guerra mondiale partecipò alla creazione dell’École libre des hautes études dove conobbe il linguista Roman Jakobson, figura fondamentale nel definire il suo metodo di indagine. Fu prima Directeur d’études all’Ecole pratique des hautes études (1950-1959), poi titolare della cattedra di Antropologia sociale al Collège de France (1959-1982) e nel 1973 fu eletto membro dell’Académie française. Autore di opere seminali come Strutture elementari della parentela (1949), Il pensiero selvaggio (1962) e il monumentale Mitologiche (4 voll. 1964–1971), la sua opera ha influenzato profondamente non solo l’antropologia, ma la filosofia, la semiotica e la critica letteraria del XX secolo.