Lévi-Strauss
L'etnologo tra noi
PROSSIMA USCITA
Lo studio etnologico ci insegna, in modo rude e penoso dal punto di vista intellettuale, che occorre rinunciare a concepire una sociologia ‘euclidea’, così come i fisici e gli astronomi ci hanno insegnato che dobbiamo rinunciare a credere che tutti i fenomeni si situano all’interno di uno spazio omogeneo.
In queste conversazioni, trasmesse nel 1959 dalla radio pubblica francese, il celebre antropologo ed etnologo Lévi-Strauss accetta di confrontarsi a tutto campo con George Charbonnier, giornalista e professore di lettere e scienze umane. Ne emerge un incalzante dialogo che introduce e riassume i principali contributi di quello che è considerato essere il maggior esponente dell’antropologia strutturalista: il pensiero selvaggio, la critica all’etnocentrismo, al mito del progresso e al falso primato della società occidentale, la distinzione fra società calde e fredde, il ruolo della scrittura come strumento di controllo del potere. Ma è soprattutto l’arte a fare da protagonista in queste pagine, a partire dal ruolo dell’arte nelle società cosiddette primitive contrapposto a quello nelle società moderne. Non decorazione o espressione, ma comunicazione e linguaggio collettivo nel primo caso, una questione di possesso privato che rispecchia la frattura sociale fra produttore e consumatore nel secondo. Un testo divulgativo fondamentale in cui il rigoroso pensiero di Lévi-Strauss può per una volta liberarsi dalla gabbia del metodo ed essere colto in tutte le sue implicazioni.