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Dialoghi immaginari su anarchia e libertà

copertina

Cartaceo 15,20 € E-book 6,99 €

Che cos'è per lei l'anarchia? L'anarchia non è un punto d'arrivo, ma è il vento impetuoso che ci spinge sempre avanti, dice Louise Michel. È una fiamma, una febbre che ti consuma, aggiunge Emma Goldman. È la lotta contro ogni forma di dominio, certo, ma anche contro la nostra sottomissione, afferma Judith Malina. L' anarchia è questo e tante altre cose. Come testimoniano questi nove dialoghi immaginari – eppure del tutto attendibili – che legano insieme epoche, riflessioni e sensibilità diverse, tutte accomunate da «un'idea esagerata di libertà».

Se c'è un filo nero che dà coerenza alla feconda pluralità di queste testimonianze, sparse nel tempo e nello spazio, è senz'altro la convinzione che l'anarchia non sia tanto un'idea astratta quanto una pratica concreta che si incarna nel corpo di chi la vive. Pensiero e azione sono dunque un tutt'uno, come appunto affermano questi nove costruttori di utopia, ognuno a suo modo e nondimeno tutti partecipi di un racconto corale. Un racconto che disegna una sua particolare geografia: l'Ischia internazionalista di Mikhail Bakunin e la Londra degli esuli di Pëtr Kropotkin; la Francia ribelle di Sébastien Faure e Louise Michel, e la Mitteleuropa di due raffinati intellettuali come il tedesco Gustav Landauer e l'austriaco Otto Gross, temperati dalla sfrenata irriverenza del Café DAda di Zurigo; e infine la New York degli immigrati, spesso ebrei, la città di Red Emma, ma anche di Paul Goodman e Judith Malina… Una polifonia, ora assonante ora dissonante, le cui voci giungono distintamente fino a noi per raccontarci – in presa diretta – i tanti modi di incarnare e vivere l'anarchia.