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Aime, Borzani

Guida minima al cattivismo italiano

copertina

Cartaceo 16,15 € E-book 6,99 €

Un viaggio nello «stordimento civile» del paese tra un buonismo troppo spesso astratto e di facciata e un cattivismo rampante in cerca di un capro espiatorio. Meglio se nero. Un viaggio tra vecchi e nuovi miti del nostro immaginario collettivo, di cui è bene essere consapevoli, anche per provare a trovare un qualche antidoto.


Che gli italiani siano cambiati, e non proprio in bene, è ormai un dato di fatto. Quella mutazione antropologica intuita da Pier Paolo Pasolini a metà degli anni Settanta è oggi ben più evidente e con tratti forse peggiori. E se in tutto l'Occidente si sono incrinate le democrazie e prevale un individualismo spaventato e consumista, l'Italia ha anticipato molti dei processi che oggi ci fanno guardare con sguardo preoccupato e disarmato l'involuzione civile che attraversa gli Stati Uniti e larga parte dell'Europa. Una deriva che parte da lontano, e cioè da quel 1989 che non solo non ha mantenuto le sue promesse ma ha segnato l'avvio di una nuova e spesso spietata globalizzazione del pianeta. In questo senso l'immigrazione è davvero il fenomeno che in modo più evidente permette di leggere il cambiamento delle culture degli italiani. Non l'unico, ovviamente. Ma l'immigrazione svolge una «funzione specchio» capace di rivelare la natura della società di accoglienza, portando alla luce ciò che è latente, un inconscio sociale lasciato nell'ombra.