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Proposte per un mondo comune

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PROSSIMA USCITA 

Come conciliare un progetto le cui dimensioni toccano al tempo stesso il locale e il globale, senza cadere nelle trappole dell’universalismo occidentale? Il futuro dell’umanità dipende in larga misura dalle soluzioni che saranno concretamente apportate a questa questione.

Se, come osservava Hannah Arendt, la democrazia non può funzionare se non quando è costruita su una percezione comune della realtà, cioè su fatti verificabili e discutibili, l’affermarsi di un regime di post-verità presagisce la fine di una democrazia effettiva. Ecco perché il progetto della decrescita non può essere semplicemente la critica di un modello economico come quello occidentale, basato sull’idea di crescita infinita, bensì comporta un ripensamento complessivo delle nostre società e dei valori su cui esse si fondano. Smentire la pretesa totalitaria dell’economia neoliberale e riflettere su una società post-crescita significa allora decolonizzare il nostro stesso immaginario, ripudiando quella concezione restrittiva che riduce il politico alla politica politicante e restituendo dignità a quel livello infrapolitico che al contrario comprende tutte le dimensioni del vivere collettivo. Avendo qualcosa da dire su quasi tutti gli aspetti della realtà, la decrescita si qualifica così come una grande narrazione alternativa al mito del progresso. Una narrazione che prefigura un mondo in cui le società, finalmente ridestatesi dal “sogno occidentale”, saranno chiamate a ricostruirsi a partire dalle proprie complesse eredità e dal dialogo interculturale.