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Amborn

Il diritto anarchico dei popoli senza Stato

copertina

Cartaceo 17,10 €

Non è la dea bendata o la spada a simboleggiare il diritto nelle società senza Stato, ma è piuttosto il sicomoro sotto il quale la comunità si riunisce per risolvere consensualmente i conflitti. Lungi dall'essere reliquie del passato, queste forme egualitarie si configurano come comunità giuridiche che rifiutano consapevolmente ogni modello basato sul monopolio della violenza.

Se il pensiero giuridico occidentale è spesso considerato quello più avanzato e oggettivo, lo studio di Amborn mostra invece come siano esistite e tuttora esistano concezioni e pratiche estranee alla predominante logica statuale. A partire dalle sue ricerche sul campo nel Corno d'Africa, Amborn esamina la concezione giuridica egualitaria delle società policefale, evidenziando come la loro priorità non sia punire il crimine ma ricomporre la pace sociale. Ed è grazie alla consapevole ricerca del consenso che queste comunità giuridiche arrivano a decisioni riconosciute da tutte le parti e dunque attuate anche in assenza di un potere centrale coercitivo. Spesso liquidate come «Stati falliti», queste società sono al contrario sistemi viventi capaci di auto-regolamentarsi al di fuori dell'immaginario statuale e del principio gerarchico che lo informa. E se è indubbio che queste modalità non possono essere meccanicamente applicate alla nostra società, esse possono però aprire nuove prospettive per una concezione giuridica che esca dai tribunali e torni nel corpo sociale.