×

Chi Siamo

Catalogo

Eventi

Rassegna stampa

Approfondimenti

Docenti

Foreign Rights

Autori

         

Keshavarz, Khosravi

Storie di contrabbando e contrabbandieri

copertina

Cartaceo 19,00 € E-book 9,99 €

Il contrabbando? È l’ombra della legge. Le sue pratiche «illegali» vivono infatti in simbiosi con lo Stato-nazione e la sua pretesa egemonica sul territorio che governa e i corpi che lo abitano. Ma se abbandoniamo lo sguardo dall’alto dello Stato e facciamo nostro lo sguardo dal basso del contrabbandiere, ecco che la prospettiva cambia, e a illuminare la parte in ombra sono gli oppressi, gli emarginati, i clandestini… i «fuorilegge» creati dallo Stato.

Se al posto di accettare la narrazione ufficiale si chiede direttamente alle popolazioni di confine cos’è per loro il contrabbando, a mutare radicalmente è la stessa concezione di lecito e illecito. Come appunto dimostrano queste ricerche sul campo condotte in vari paesi del mondo non-occidentale: dall’Etiopia al Guatemala, dall’Afghanistan allo Zimbabwe, dal Kurdistan al Bangladesh. D’altronde, sono proprio le comunità di confine l’humus socioeconomico e culturale da cui emerge la figura del contrabbandiere. Ma lungi dall’essere percepito come un «bandito», o come lo spietato «trafficante» evocato da Stati-nazione e organismi internazionali, il contrabbandiere è considerato un membro pienamente integrato nella sua comunità che svolge un lavoro moralmente lecito. Da qui a farne un eroe romantico il passo è lungo, come sanno bene gli autori di questi saggi. Ma di certo il loro sguardo dal basso consente una contro-narrazione che rimette al centro le persone reali, e non le loro rappresentazioni giuridiche, insieme alle pratiche informali con cui affrontano le disuguaglianze globali e le restrizioni alla libera circolazione.